Aerei italiani in azione. L'esercito libico ordina il "cessate il fuoco"

In un messaggio audio alla tv di stato libica, Gheddafi questa mattina ha detto: "La nostra terra sarà un inferno per voi. Voi occidentali volete il nostro petrolio, ma la nostra terra ci è stata data da Dio. Noi siamo oppressi e colui che è oppresso vincerà, mentre coloro che opprimono saranno sconfitti". Leggi Il summit di Parigi autorizza l'intervento militare in Libia - Leggi La fronda araba contro Gheddafi
7 AGO 20
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Dopo la riunione operativa degli alleati a Parigi, seguita alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu di venerdì, ieri pomeriggio intorno alle 17 e 45 sono iniziate le operazioni militari per imporre la no-fly zone in Libia e impedire al leader, Muammar Gheddafi, di proseguire i suoi attacchi contro i ribelli nella parte orientale del paese.
Le prime azioni militari sono state eseguite dai caccia francesi, che hanno sorvolato più volte la Libia nel pomeriggio di ieri e hanno poi colpito alcuni mezzi militari dell’esercito libico. In serata, poi, 110 missili Tomahawk americani hanno distrutto vari obiettivi militari sulla costa libica. Secondo la tv di stato libica, gli attacchi di ieri avrebbero provocato la morte di almeno 48 persone e il ferimento di altre 150, colpendo obiettivi civili in diverse zone del paese nonchè un ospedale in un sobborgo della capitale. Dopo la sospensione dei raid di questa mattina, attualmente sono ripresi i bombardamenti da parte della flotta aerea francese.
In un messaggio audio alla tv di stato libica, Gheddafi questa mattina ha detto: "La nostra terra sarà un inferno per voi. Voi occidentali volete il nostro petrolio, ma la nostra terra ci è stata data da Dio. Noi siamo oppressi e colui che è oppresso vincerà, mentre coloro che opprimono saranno sconfitti. Siamo pronti ad una guerra lunga, voi non ne avete la capacità, pensateci. Questo attacco rappresenta un nuovo nazismo, noi non lasceremo mai la nostra terra, sappiamo che noi vinceremo e voi morirete. Non permetteremo ai crociati, agli aggressori di passeggiare per Bengasi. Il popolo di Bengasi si difenderà quando vedrà che questo è un attacco dei crociati, non permetterà ai traditori di arrivare col mitra, ai soldati francesi e inglesi di aggredire". Il leader libico non si mostra in televisione da almeno due giorni, da quando, cioè, la coalizione internazionale ha deciso di mettere in piedi la più grande offensiva militare dopo quella organizzata contro l'Iraq nel 2003.
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Ansa, l'equipaggio di un rimorchiatore d'altura italiano è stato trattenuto nel porto di Tripoli da uomini armati. Le persone a bordo sarebbero otto italiani, due indiani e un ucraino. I fatti, secondo le scarne informazioni disponibili, si sarebbero verificati ieri pomeriggio, quando il rimorchiatore stava sbarcando a Tripoli dei lavoratori libici. Alcuni uomini armati, tra cui uno che si sarebbe qualificato come il comandante del porto, hanno fermato l'equipaggio, impedendo al rimorchiatore di ripartire. Gli italiani e gli altri si troverebbero tuttora a bordo. Il rimorchiatore è della società Augusta Offshore spa di Napoli.
Il comitato dell'Unione africana sulla Libia ha chiesto lo "stop immediato a tutte le ostilità" in Libia. Dopo la Russia, anche la Cina ha espresso il suo "rammarico" per gli attacchi della coalizione internazionale contro le truppe del Colonnello. Pechino, insieme a Mosca, entrambi membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con diritto di veto, si erano astenute al momento dell'approvazione della risoluzione 1973 che ha dato base legale all'intervento in Libia. Critiche a Barack Obama anche da Hugo Chavez, che ha criticato il presidente americano che ha vinto il Nobel per la pace "ma che sta portando avanti un'altra guerra come in Iraq e Afghanistan".